LADY CASCIAVIT – Edizione 2022/2023

Una piccola tradizione – A partire dalla stagione 2019/2020, la nostra associazione ha iniziato a fare un sondaggio alla fine di ogni partita per stabilire chi fosse il più “casciavìt” in campo tra i nostri giocatori.
La scelta si rifà ad un premio, il “Cacciavite d’oro”, che alcuni Milan Club (c’era anche la Fossa dei Leoni) assegnavano al giocatore che si fosse avvicinato maggiormente ai valori del milanismo nelle partite in trasferta; abbiamo però deciso di metterlo ai voti per tutte le partite.
Abbiamo iniziato con le partite del campionato maschile e poi a partire dalla stagione 2020/2021, su suggerimento di un associato, Marco Speranza, esteso il sondaggio a quello femminile (Lady Casciavìt) ed alla Primavera (Baby Casciavìt).

Ecco l’albo d’oro dei Premi fin qui assegnati:
Premio Casciavìt:
2019-2020: Zlatan Ibrahimovic
2020-2021: Franck Kessie
2021-2022: Sandro Tonali

Baby Casciavìt: 
2020-2021: Giacomo Olzer
2021-2022: Marco Nasti
2022-2023: Chaka Traorè e Hugo Cuenca (ex aequo)

Lady Casciavìt:
2020-2021: Valentina Giacinti
2021-2022: Valentina Giacinti e Christie Grimshaw (ex aequo)

Lady Casciavìt, l’edizione 2022/2023 – La tradizione è continuata anche quest’anno per la terza edizione di cui riportiamo la classifica finale:
Piemonte 14 Grimshaw 8 Asllani 6 Andersen, Babb, Mascarello 2 Arnadottir, Dompig, Giuliani, Soffia, Thomas, Tucceri 1.
È evidente che il premio abbia avuto per questa stagione una dominatrice, Martina Piemonte, che si è aggiudicata il trofeo con sei punti di vantaggio rispetto alla seconda. Ha senso provare a valutare la stagione delle ragazze con un distacco simile? Forse lo si deve fare proprio in ragione di un simile distacco, il più alto della breve storia di questo premio.

La solita solfa – A scanso di equivoci eliminiamo il primo tema: l’allenatore. Il gioco del Milan è noioso tanto quanto dire che il gioco del Milan è noioso.
Per l’ennesima stagione lo staff tecnico non ha convinto gli scettici e ha perso anche gli ultimi sostenitori. La sensazione è la solita: questa squadra gioca nettamente al di sotto della somma dei valori tecnici (molto alti) dei singoli. E, siccome i risultati per il secondo anno consecutivo hanno portato all’esclusione dalla Champions League, anche i sostenitori della cosiddetta “teoria del pacco regalo” hanno abbandonato l’allenatore ormai accusato di tutto e del contrario di tutto.
Sportivamente orfani della vincitrice del premio Lady Casciavìt, tanto quanto lo siamo stati di Valentina Giacinti, Yiu hasegawa e compagnia, abbiamo deciso di tralasciare la questione e concentrarci su quello che ha detto il campo.

Il problema del portiere – Stagione maledetta quella di Laura Giuliani che ha dato la sensazione lungo tutto il campionato di non essere più quella che è arrivata da Torino. Sicuramente gli anni passano per tutti ma Laura ha solo 29 anni ed un’esperienza importante; vale la pena buttare tutto per una stagione fatta male nella quale comunque il nostro estremo difensore è riuscita comunque a prendere 1 punto? La domanda viene complicata dalle prestazioni del “portiere di coppa”, Selena Babb, che nelle due semifinali di Coppa Italia con la Roma ha inanellato due partite che gli sono valse altrettanti punti in classifica.
La domanda è: Selena o Laura per la prossima stagione?
O meglio, la domanda è: è legittima la domanda di prima?
Risponderà la dirigenza del Milan, noi siamo qui per occuparci di premi.

A difesa delle difesa – Sono solo tre le giocatrici della difesa che hanno preso voti in questa stagione: Linda “Sinistro al veleno” Tucceri e Gudni Arnadottir (1 voto) e Sara Thrige Andersen (2 voti). A dire la verità ci sarebbe anche il voto di Angelica Soffia che però lo ha vinto nel finale di stagione quando giocava esterno offensivo. Se ne deduce che il reparto non ha convinto a pieno nelle centrali (Mesjasz e Fusetti). Per carità, è comprensibile vista la perdita della qualità di Laura Agard e della forza di Laia Codina ma forse in quel reparto alcune considerazioni andranno fatte anche e soprattutto in considerazione del fatto che la prima parte della stagione ci ha visto giocare con una difesa a tre mentre la seconda ha visto il passaggio “a quattro”.
Elementi su cui riflettere in attesa del mercato ce ne sono abbastanza: per esempio, la mezza stagione di Neuwen deve farci puntare a spendere qualche soldo in più su una centrale di quel livello?
Oppure: in una squadra che ha (o ha avuto) Bergamaschi, Tucceri (1 punto anche per lei), Soffia (1 punto ma giocando da punta esterna) , Thrige (2 punti per “Miss Disciplina Tattica 2023”, Guagni e la stessa Arnadottir aveva senso passare più di mezza stagione a tre?

Centrocampo – Grimshaw 8 e Mascarello 2. Ecco le uniche due centrocampiste che hanno preso voti nel premio Lady Casciavìt. La cosa non sorprende: Christie è la campionessa in carica e Marta ha giocato alcune partite reincarnando lo spirito di Gennaro Gattuso. Però da un reparto che poteva contare su Greta Adami, Kamila Dubcova e Valery Vigilucci era lecito aspettarsi qualcosa di più. Il sistema scelto non ha permesso loro di alzare il proprio rendimento? Oppure non ci hanno messo “del loro” giocando una stagione “piatta”? Quanto h inciso l’assenza per tutta la stagione di Silvia Rubio sulla fluidità del gioco rossonero? Perché le artite migliori della stagione Vigilucci le ha giocate da difensore centrale?
Anche qui bisognerà mettere mano al portafogli (e all’algoritmo?) per completare il reparto.

Attacco – Una donna sola al comando, la sua maglia è rossonera, il suo nome è Martina Piemonte. 6 punti di vantaggio sulla seconda in classifica sono il record assoluto del premio casciavìt. Dopo avere lasciato il proscenio delle prime partite alla stella di Kossovare Asllani, Martina si è messa al comando della truppa ed ha trascinato il Milan ad un terzo posto che potrebbe, in attesa della decisione dell’UEFA sulle squadre juventine, valere addirittura il biglietto per la Champions League.
Poi, come da copione, un bel “vaffa” all’uomo seduto in panca, la notizia del suo trasferimento in Inghilterra (in bocca al lupo, Marti!) e la chiusura del #MartinaPiemonteFanClub. Dopo quelli dedicati a Valentina, Vero e Yui. Quo usque tandem…
Rimane il fatto che abbiamo avuto il privilegio di vedere la giocatrice più forte mai passata nel campionato italiano, Kosse Asllani, una marziana in maglia rossonera purtroppo bloccata dagli infortuni.
Il resto sono briciole: benvenuta a Chantè Dompig (1 punto) male Lindsay Thomas (1 punto), nulla dall’altra Dubcova e niente nemmeno dal capitano che quest’anno ha fatto l’attaccante esterno.

E adesso? – Fatta la menzione d’obbligo per la Primavera Rossonera che ha vinto il Torneo di Viareggio e si è fermata nella semifinale del campionato dopo una stagione sontuosa, ricordiamo che è di poche ora fa la notizia del possibile abbandono di Elisabet Spina dalla dirigenza rossonera e circolano voci che parlano anche di una sorte analoga per Angelo Carbone. Dopo i saluti di Paolo Maldini e del Direttore Sportivo della Primavera niente di più verosimile nonostante alcuni nomi di nuovi acquisti siano già stati fatti.
Possiamo solo fare delle ipotesi e quindi vi diamo appuntamento allo speciale di domani sera organizzato con Radio Rossonera, Fratelli Rossoneri, Milanisti1899 e l’Altra faccia del Diavolo.

Appuntamento sul canale Twitch di Milanisti 1899 e sul canale YouTube di Fratelli Rossoneri; conducono Pierangelo Rigattieri (Radio Rossonera) e William Cerri (Fratelli Rossoneri) e saranno loro ospiti: Alessandro di Noia (Milanisti 1899), Antonio Manca (L’Altra Faccia del Diavolo), Fernando Nardini (Fratelli Rossoneri), Eleonora Bossi (L’Altra Faccia del Diavolo).  

Pierangelo Rigattieri

Un commento per “LADY CASCIAVIT – Edizione 2022/2023

  1. Buongiorno Sig. Rigattieri,
    premesso che, come la stragrande maggioranza dei tifosi milanisti (parlo di quelli educati e civili naturalmente e non dei fenomeni da tastiera) non ho condiviso assolutamente il suo pensiero di qualche giorno fa nella diretta di radiorossonera delle ore 11, se non erro, in merito al calciomercato maschile, così come non era condiviso tralaltro nemmeno dal suo interlocutore in studio, mi permetto qualche doverosa considerazione in merito alla stagione della squadra femminile che ho seguito televisivamente praticamente per l’intera stagione, eccetto forse solo un paio di partite. Chiarisco innanzitutto, a sgombro di equivoci, di non essere nè parente, nè amico nè tantomeno l’avvocato difensore del Sig.Maurizio Ganz, la cui dedizione alla causa rossonera è assolutamente fuori discussione e a prova di ogni possibile smentita, come dimostrano sempre anche i suoi accalorati e coinvolgenti interventi al canale ufficiale del Milan ogni volta venga coinvolto. Il gioco di squadra può anche essere noioso e privo di fasi spettacolari ed illuminanti e su questo credo siano tutti d’accordo, ma, che Lei sostenga che i valori tecnici della rosa siano molto alti lascia me in primis e tantissimi altri amici rossoneri con cui mi confronto abbastanza regolarmente, assolutamente perplesso e in totale disaccordo. Non entro nello specifico dei nominativi (tranne una ormai ex rossonera) ma ci sono diverse calciatrici che in ogni partita “litigano” costantemente con la palla, fanno fatica ad effettuare uno stop decente, sbagliano passaggi elementari anche a corta distanza (figuriamoci quelli lunghi), senza parlare poi dei gol sbagliati in modo clamoroso (un nome su tutti, la pur volenterosa ma sin troppo indolente Lindsay Thomas, che, parere strettamente personale, per fortuna non farà più parte della rosa nella prossima stagione)…..e tutto questo è un dato oggettivamente di fatto, basta rivedere attentamente le partite con occhio un pò più attento e facendo appositamente dei check “ad personam”, come io mi diverto spesso a fare, comodamente dal divano di casa. Eccetto le grandi performance della mitica Martina Piemonte (altro futuro rimpianto), quasi tutto il resto della truppa ha disputato una stagione al di sotto delle aspettative sia sotto l’aspetto tecnico che, a volte, anche caratteriale (non vale per tutte le ragazze ovviamente, lo sottolineo a caratteri cubitali) benchè l’impegno profuso non sia mai mancato a dir il vero. Quindi, scelte errate dirigenziali a parte, numerosi e ripetuti infortuni a parte che hanno privato la rosa di diverse calciatrici anche contemporaneamente per gran parte della stagione stessa, gioco non eccellente a parte, vogliamo addebitare a Maurizio Ganz anche le pecche individuali elencate precedentemente? Ganz non va in campo, non sbaglia lui gli stop o i passaggi elementari o i gol già quasi fatti….e questo vale per ogni allenatore, sia ben chiaro. In campo ci vanno sempre e solo i calciatori/calciatrici e, per quanto un allenatore possa essere più o meno bravo e capace, le responsabilità di ciò che accade sul prato verde sono addebitabili solo a chi va in campo. Nonostante tutto ciò, le ragazze sono arrivate terze in campionato e meritano comunque un doveroso plauso, così come lo merita anche il loro tanto bistrattato mister. Non mi venga a dire però che i valori della rosa sono molto alti….non ci crede nessuno. Roma e Juventus in primis avevano dei valori molto alti e i risultati ottenuti lo hanno confermato. Un caro saluto e mi scuso per la forse eccessiva lunghezza del mio pensiero.

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