FINALI DI RIGORE – Il nuovo millennio: Death or Glory – di Mauro Raimondi

Utima puntata dell’Almanacco Rossonero scritto da Mauro Raimondi. Abbiamo iniziato prima di Natale, continuato poco prima di Capodanno e ora finiamo a pochi giorni dalla Befana. il fatto che tra poche ore si giochi la prima partita del Milan nel 2023 è un puro caso…
L’ultima puntata non è in esclusiva per gli associati; per leggere i racconti precedenti associatevi su: https://milanisti1899.com/checkout/?level=1

Mauro Raimondi, milanese e milanista, è di professione insegnante e, nel tempo libero, scrittore, saggista e storico di Milano e del Milan. Segnaliamo, tra i tanti, “Dal Tetto del Duomo” (2007), la biografia del poeta Franco Loi “Da bambino il cielo” (2010), “Il cinema racconta Milano” (2018) e “Milano è Rossonera” (2012) scritto con Davide Grassi. Associato a Milanisti 1899 è stato, proprio con il nostro Vicepresidente Davide Grassi, autore e conduttore della prima stagione di “Casciavìt – Lezioni di storia” la prima, storica trasmissione di Radio Rossonera sulla storia del Milan.

Death or Glory…
Giusto per citare di nuovo i Clash…

Nel nuovo millennio i rigori, per noi, hanno rappresentato la Gloria il 28 maggio 2003, nella finale di Champions contro la Juventus conquistata dopo un quarto e una semifinale sofferti come solo nell’edizione 1969. Allora, avevamo eliminato il Celtic nel ritorno di Glasgow con una rete in contropiede di Pierino la peste Prati e il Manchester United (2-0 a San Siro, 0-1 in Inghilterra, con Cudicini Ragno Nero che si trasforma in leggenda); adesso l’Ajax, con un 3-2 all’ultimo respiro confezionato dal duo Inzaghi+Tomasson, e i non-cugini: 0-0 in casa all’andata, 1-1 al ritorno, gli ultimi cinque minuti – dopo che Martins aveva pareggiato il gol di Sheva – da cuori forti, anzi fortissimi, praticamente d’acciaio.

Nella finale dell’Old Trafford la Juve di Lippi, fresca di scudetto, partiva favorita, ma si sa quale è la squadra italiana più europea. Gol annullato a Shevchenko, miracolo di Buffon su colpo di testa di Inzaghi, traversa di Conte: la partita fino al 120’ era stata tutta qui. Poi, erano cominciati “i rigori più pazzi del mondo”, una sorta di ciapa no da non credere: dopo la parata di Dida su Trezeguet e i gol di Serginho e Birindelli, infatti, erano stati addirittura quattro gli errori consecutivi (Seedorf, Zalajeta, Kaladze, Montero) che avevano mantenuto la serie bloccata sull’1-1. Al che, Nesta, Del Piero e Shevchenko, nel rigore rossonero più famoso della nostra Storia, avevano sancito il trionfo.

Gloria, appunto.
A cui è seguita una Morte Nera degna di Guerre Stellari.

Il successivo 3 agosto 2003 ritroviamo la Juventus nella Supercoppa Italiana che si disputa nel Giants Stadium, a due passi da Manhattan, alla presenza di Dustin Hoffmann e di un miliardario destinato a diventare (tristemente) famoso: Donald Trump. Davanti a più di 50.000 spettatori per la gran parte di origini italiane, i 90’ terminano sullo 0-0. Siamo in epoca di cambiamenti  regolamentari più o meno folli, e il silver gold stabilisce che, se una squadra chiude in vantaggio il primo tempo supplementare, si aggiudica la coppa. Al 105’ segna Pirlo su rigore e sembra fatta, ma subito dopo – maledizione! – pareggia Trezeguet. Il secondo supplementare non cambia il risultato e stavolta la Juve realizza tutti i suoi tiri dagli undici metri, mentre per noi sbaglia Brocchi.

“Va be’, una Supercoppa Italiana…”, si potrebbe dire. Ma le due successive sconfitte ai rigori rappresentano incubi che in molti di noi non hanno “superato” ancora adesso. Inutile scriverne, perché – ammettiamolo – le batoste si ricordano come le vittorie, solo che non è piacevole rammentarle. E allora, per la cronaca: 14 dicembre 2003, Intercontinentale, Boca Juniors Milan 1-1 e poi 2-4 ai rigori (con Costacurta che inciampa mentre batte il penalty); 25 maggio 2005, Liverpool, e basta la parola.

Dopo di che, il cerchio delle finali di rigore si chiude con l’incontro che ha avviato la serie: 23 dicembre 2016, Supercoppa Italiana, Milan-Juve (di nuovo!) 5-4.

Arrivederci al prossimo Glory Days.

Boss, proteggici tu.

Saludi

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