In ricordo di Giovanni Lodetti – di Davide Grassi

Pubblichiamo il ricordo del nostro vicepresidente Davide Grassi che del mitico Giovannino è stato amico personale.
Buona lettura.

Ciao Giovanni, ti avevo chiamato ad agosto per gli auguri di compleanno, c’eravamo sentiti pochi giorni fa per organizzare un caffè, che hai poi chiesto di posticipare.
Tu, Lodetti – per molti “Basletta” (ma a te quel soprannome non è mai piaciuto)- sei stato un grande giocatore, il simbolo del milanismo casciavit. Ma soprattutto sei stato un uomo vero, genuino e generoso come nessun altro ho conosciuto nel mondo del calcio. E non sono le solite frasi fatte. Sempre disponibile, sempre pronto alla battuta scherzosa, ai ricordi da condividere e alla riflessione pacata.

Ricordo la volta che, alla presentazione del mio libro “Il derby della Madonnina”, facesti ridere e riflettere nello stesso tempo tutti con questo aneddoto: “Il mio esordio in Serie A a Ferrara contro la Spal finì 3-0 per noi. Il martedì, all’Arena, Cesare Maldini mi mise in mano il mio primo premio partita: erano180mila lire. Diciotto fogli rosa, grandi come tovaglioli: li chiamavano i ‘salmoni’. Per paura che me li rubassero sul tram me li misi nelle mutande, andai a piedi dall’Arena al Corvetto e prima di cena li diedi a mio padre, che guadagnava 45mila lire al mese. Li prese e li contò lisciandoli sul tavolo: già dopo il sesto mia mamma piangeva. Mi lasciò solo 10mila lire e al momento ci rimasi un po’ male. Poi capii che aveva ragione e imparai a dare il giusto valore al denaro”.

Mancherai davvero tanto, amico mio. Ma ti faccio una promessa: prima o poi quel caffè insieme lo berremo lo stesso, da qualche parte, in qualche modo. Offro io.

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